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VITE da VIVERE

 

SAN DOMENICO DI GUZMAN

 

Sesto appuntamento

 

 

 

 

 

Domenico nacque a Caleruega  (Spagna) nel 1170 da Felice di Gusmàn e da Giovanna d’Aza.

 

A 15 anni si trasferì a Palencia per frequentare i corsi di arti liberali e teologia.

 

A 24 anni, dopo aver terminato gli studi, entrò nei canonici regolari della cattedrale di Osma dove divenne sacerdote.

 

Il vescovo di Osama, Diego lo portò con se in missione diplomatica, per conto del re di Castiglia, in Danimarca.

 

Tornarono  Roma e chiesero al Papa di dedicarsi all’evangelizzazione.

 

Innocenzo III gli inviò così a predicare in Francia continuando la predicazione anche nei momenti difficili come quando rimase solo dopo la morte di Diego e anche dopo la dissoluzione della Legazione Pontificia.

 

Nel 1206 il vescovo di Tolosa gli concesse S. Maria di Prouille di raccogliere le donne che abbandonavano l’eresia e per farne un centro di predicazione.

 

Alcuni amici si strinsero attorno per aiutarlo nel progetto di predicazione.

 

Nell’ottobre del 1215 si recò a Roma per partecipare al Concilio Lateranense IV e per proporre il suo progetto al Papa che lo accolse.

 

Il 22 dicembre 1216 fu fondato così l’ “Ordine dei Frati Predicatori” che predicò in vastissimi territori.

 

Nel 1220 e 1221 presiedette a Bologna i Capitoli Generali dell’ordine con l’emissione degli obbiettivi che questo doveva perseguire.

 

Morì il 6 agosto 1221 circondato dai suoi confratelli ma non nella sua cella in quanto, nonostante fosse il fondatore non ne possedeva una.

 

Fu canonizzato da Gregorio IX il 3 luglio 1234 e dal 1267 il suo corpo è custodito in una Arca Marmorea.

 

Ma qual è il carisma di questo grande santo?

Durante la giovinezza e le prime esperienze di studio fu colpito nell’animo dalla miseria e il veder molta gente morire di fame lo portò a dire «Come posso studiare su pelli morte, mentre tanti miei fratelli muoiono di fame?». Fece quindi l’esperienza diretta di cosa vuol dire povertà e quindi esercitò la virtù della carità.

« A quale prezzo siamo stati redenti »

La sua volontà però, derivata dall’esperienze in tanti paesi non cattolici lo spinsero ad voler portare la parole del Signore a tutti quelli che ancora non l’avevano ricevuta, cercando di superare tutte le difficoltà che ma mano gli si potevano presentare davanti. Proprio per questo che fonda il suo ordine. L’Ordine dei frati predicatori, che prende il nome proprio dalla sua fervente volontà di predicazione. Gli elementi fondanti di questo furono:predicazione, studio, povertà mendicante, vita comune, legislazione, distribuzione geografica, spedizione missionaria.

In lui è forte anche la contemplazione infatti passava lunghe notti durante le quali pregava Maria  e meditava la misericordia di Dio.

Chiediamo a San Domenico di renderci capaci di amare il Signore come lui lo ha amato, di farci meditare «A quale prezzo siamo stati redenti» e di darci la forza di annunziare la sua parola senza paura e senza vergogna a quelli che non l’hanno accolta e di essere sempre punti di riferimento per il prossimo affinché anche gli alti vedano in noi i “testimoni” del Vangelo.

 

 

 

a cura di Francesco Carlucci

 

 

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a cura di Francesco Carlucci