www.mariadelsoccorso.com

articoli

                                   e-mail: redazione@mariadelsoccorso.com                           

NOI GIOVANI…? ABBIAMO BISOGNO DI “ESEMPI”!

Parlare del mondo giovanile non è cosa facile, ma soprattutto è ancora più difficile parlarci quando lo si vive da diretto protagonista.

Da dire ci sarebbe tanto ma vi sono tematiche importanti che stanno caratterizzando la società giovanile di questo secolo.

C’è il tema della famiglia, primo nucleo di formazione. Essa dovrebbe rivestire un ruolo fondamentale nell’indirizzare i giovani verso la giusta strada, educandoli sui valori essenziali ed immutabili sui quali si regge il vivere nella società. Spesso però essa non aiuta in questa direzione e, a volte, propone dei modelli sbagliati, anche se tante famiglie si sforzano ed educando i ragazzi in modo sano e corretto ponendosi come modelli di vita da seguire. Per un ragazzo avere davanti a se un buon esempio da apprezzare e magari imitare rappresenta una facilitazione per la sua formazione personale riuscendo a distinguere i “veri valori” grazie ai quali porre le basi per crescere e divenire, in futuro, esempio per gli altri.

C’è il tema della scuola, luogo di incontro e formazione dei ragazzi. Un luogo che è importantissimo e anch’esso fondamentale perché vi è l’insieme della socializzazione con gli altri giovani unita alla formazione culturale. A volte, però, anche qui non ci sono gli esempi appropriati e soprattutto non viene fornita ai ragazzi la giusta base culturale perdendosi spesso dietro programmi, pof e altre attività, sicuramente importanti, che però non c’entrano l’obbiettivo principale. La socializzazione a volte diviene anche aleatoria nel senso che non si istaurano rapporti di amicizia ma vi è solo una “convivenza scolastica”. Naturalmente anche qui vi sono delle belle eccezioni in quanto molte scuole si sforzano anch’esse di dare una formazione professionale e culturale ai propri allievi unita ad una educazione morale che sono di base per inserire il ragazzo nel mondo degli adulti.

La scuola rappresenta un momento importante che va dall’infanzia alla giovinezza. Quando si è protagonisti dall’interno sembra quasi interminabile ma, quando poi finisce ci si rende conto che è stato un breve passaggio della vita e si ha il rimpianto di non averla vissuta al meglio, sia dal punto di vista dello studio ma soprattutto dal punto di vista della socializzazione con gli altri ed è proprio in questo contesto che si devono inserire gli educatori (insegnanti) che, sapendo quanto sia importante questo momento, devono fornire agli studenti lo stimolo per vivere appieno questo passaggio.

Altro nucleo importante è quello della Parrocchia. La Chiesa, e quindi noi tutti (ma in particolare gli adulti), siamo convinti di fare di tutto affinché i giovani si sentano partecipi e attivi in questo luogo? Siamo convinti di essere con la nostra vita da esempio per i ragazzi? A volte si lascia di mira l’obbiettivo principale, quello di far crescere spiritualmente i giovani di dargli dei messaggi positivi e quindi dargli esempi da seguire, di accrescere la fede nel Signore e di insegnarli a camminare “con il vangelo in mano”. Tante volte si perde invece tempo anche qui dietro ad iniziative, attività ecc. anch’esse sicuramente importanti ma di contorno, dedicando magari meno tempo alle direzioni spirituale ed ai momenti di riflessione sui problemi che essi hanno.

          Ecco allora che i giovani si immettono nella società, nel mondo del lavoro, nella vita con gli altri e quindi si iniziano a vedere i classici problemi dei quali si discute tanto senza che nessuno si metta con seria e ferma volontà per risolvere o almeno alleviarli. Ci si trova invece dinnanzi ad un batti e ribatti tra famiglia, scuola, parrocchia dove ognuno da la colpa all’altra della mancata educazione dei ragazzi invece di fare autocritica, di vedere i propri limiti  e di cercare di fare ognuno quel che può nel suo piccolo nel dare ai ragazzi quell’ “esempio” che tanto manca.

          Ecco perché noi giovani abbiamo tanti problemi in questa società dei quali si parla, parla e parla ma alla fine siamo sempre al punto di partenza.

          Ecco perché poi manca quella cultura, cultura dal punto di vista sociale, storico, artistico, sportivo. Se qualcuno non ci dice che bisogna apprezzare quella persona, quell’artista, quell’atleta per questo o quest’altro pregio, come fa il giovane a farlo?

          Se non ci vengono posti dinnanzi interrogativi e modelli di vita dai quali prendere spunto, come fa il giovane a confrontarsi?

Si va invece avanti con il particolarismo con la cultura delle cose banali e con la poca obbiettività e imparzialità che portano i giovani alla confusione.

         Noi giovani abbiamo voglia di fare, voglia di crescere, voglia di essere a nostra volta degli esempi per gli altri ma per mettere in pratica la nostra vitalità, la nostra voglia di vivere, la nostra voglia di metterci in gioco qualcuno ci deve aiutare. Qualcuno ci deve fare da “esempio”.

 

Francesco Carlucci